«Per lo scrivente, cinquenne, un’aspettativa tesissima cominciò invece solo in quell’attimo preciso: quanti minuti sarebbero trascorsi, fatta la tara all’esasperante barbosità di tutta la messinscena, prima che Armstrong si levasse il casco, rivolgesse all’universo buio, per illuminarlo, il suo sorriso invincibile e premesse le enormi amatissime labbra a mestolo al bocchino della tromba per lasciar risuonare (ci avrei scommesso) la sublime cadenza iniziale di West End Blues? Oh l’idea meravigliosa e poetica: che il primo uomo sulla luna fosse quel medesimo che quasi cinquant’anni prima più d’ogni altro aveva disvelato al mondo, cambiandolo per sempre, il pianeta jazz!»
Vecchia segnalazione di Pensieri spettinati che, chissà perché, non ho ancora ribloggato. Esiste la Barbie commemorativa de “Gli uccelli” di Hitchcock (40 dollari ed è vostra): QUI.
- ... e questo bambino allora viaggiava alla ricerca dei suoi genitori che non erano i suoi veri genitori ma una strega e uno strego, e viaggiava in Germania, in Russia, in Africa...
- Un sacco di paesi.
- Sì.
- Ma dove li trovava tanti soldi per viaggiare, questo bambino?
- Diciamo che il bambino aveva un milione di soldi.
- Era ricco di suo?
- Aveva perso centomila dentini.
- ...
- Gli ricrescevano.
La gente è meravigliosa, io ho appena scoperto questo utente/canale di yuotube e sono proprio contento (ci sono 859 brani, al momento, credo che resterò contento per un po').